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Di
modesta fattura settecentesca con all’interno tele di un certo
interesse, di S. Galluzzo, Vincenzo Manno (1813) e Domenico Provenzani
(1831). “Nel
suo antico sin dal principio della fondazione della terra vi fu
collaterale alla stessa un comodo Ospizio de Padri Osservanti di S.
Francesco, frequentato da buoni religiosi operosi. E qui da notare
l’emulazione che vi è stata tra i confrati del SS. Rosario, e quelli
del Carmine, ognuno di loro senza titolo ha preteso i primi d’essere
Patrona della Terra Nostra Sig. Rosario, gli altri di quella del
Carmine;” “ Una controversia che si trascinò a lungo si
ebbe in quel periodo tra i confrati del SS. Rosario e quelli della
Madonna del Carmine. I primi sostenevano che la loro chiesa, derivando
dalla trasformazione dell’antica Chiesa del SS. Crocifisso, doveva
considerarsi la più vecchia del paese e in virtù di ciò la Madonna
del Rosario doveva essere considerata la patrona del paese. Questa
rivendicazione venne fatta per la prima volta nel 1745. Di parere
opposto erano i confrati del Carmine che pur riconoscendo alla Chiesa
del Rosario il privilegio dell’antichità in virtù della sua
derivazione da quella del SS. Crocifisso, sostenevano, però, che, fin
dalla fondazione del paese nella Chiesa Matrice, era stata venerata
Maria del Carmine. Sostenevano, quindi, che per culto Maria del Carmine
era più antica di Maria SS. Del Rosario per cui le spettava il titolo
di patrona del paese di Aragona” la controversia andò avanti a lungo
senza che si arrivasse ad una soluzione. “nel 1801, però con decreto
vescovile del 1 dicembre, vengono obbligati i PP. Cappuccini e PP.
Mercedari ad intervenire alla processione di Maria SS. Del Rosario,
Patrona principale del paese. Le autorità ecclesiastiche così,
implicitamente, riconoscevano Maria SS. Del Rosario patrona di Aragona.
Le controversie sulla patrona di Aragona vennero chiuse definitivamente
nel 1875 allorché il Papa Pio IX, il 13 maggio, per sanare ogni difetto
di forma canonica, a richiesta di Mons. Turano Vescovo di Agrigento, per
organo della santa congregazione dei riti, si designava di dichiarare
“contrariis non obstantibus quibuscunque” Maria SS. Del Rosario
patrona principale di questo paese, riconoscendole tutti i diritti ed
onori dovuti ai patroni dei luoghi”.
Tratto
da “Aragona, sacra e profana dalle sue origini alla fine de
Settecento” |